La settimana di… Simona Burgio

Buona domenica cari lettori, salutiamo con un inedito Simona Burgio che questa settimana ci ha tenuto compagnia parlandoci di sé e di Insomnia

 

I miei genitori

I miei genitori si sposarono il 26 Febbraio del 1987, a Trecastagni.
Io nacqui un anno dopo, il 24 Luglio 1988, a casa.
A farmi nascere furono mia madre, l’ostetrica e mio padre.
La storia andò così. Il pomeriggio mia madre entrò in travaglio e disse a mio padre che non voleva andare all’ospedale perché aveva paura.
Sì, aveva paura dell’ospedale.
Mio padre andò a cercare un’ostetrica. Badate bene, non l’ostetrica ma un‘ostetrica. Qualcuno gli aveva detto che dalle parti del “Pero, ci viveva un ostetrica.

Così andò a cercarla vagando per case, finché nel buio, non si sa come la trovò. Si narra che “non pizzu di na muntagna” vide una casetta, con una finestrella illuminata, e il resto è storia.
Dopo andò giù verso il “lido”, a prendere le mie zie, per dar loro la lieta notizia nella falsa speranza di prelevarne almeno una delle due.

Non scese dall’auto, citofonò, mia zia Mariella si affacciò dal balcone.
“To’, pronta è Mariella? Stati acchianannu o spitali?”
“No, accatta a casa , acchianati?”
“Cretinu!”

Da casa delle mie zie, scendette le scale mia nonna Rosa. Mia nonna salì nella sua macchina “Amunì Totù”.

Insieme, mia nonna Rosa e mia nonna Angela, “assistettero”. Così mi rispondono sempre quando raccontano questa storia. “Assistettero Simò, Assistettero”. Niente di più, e niente di meno. Non ci è dato sapere cosa pensassero e cosa dicessero quelle due povere donne delle mie nonne, costrette dall’amore per i loro figli a stare là!
Una volta risalito dal lido, sistemata mia madre sul tavolo, mio padre mi fece nascere;

tra i particolari di non-sicurezza che voi tutti state immaginando, e questa finta ostetrica che faceva prisenza.
Salì sulla pancia di mia madre con le ginocchia, perché io non volevo uscire. Mentre l’ostetrica praticava le sue manovre per convincermi della bellezza di questa vita.
Si narra pure che un amico venne a trovare mio padre, proprio a poche ore dal parto, e lui lo tenne davanti la porta di casa senza farlo entrare.
Stettero in piedi per un’ora, finché il suo amico con la massima delicatezza gli disse: “To’, ora mi fa trasiri? Vinni pi vidiri a Mariella.”
Occultò la placenta in mezzo ai campi inseguito dai cani e faceva: “un corpu di pala o cani un corpu a’ terra”
E mia madre di tutta questa storia incredibile, sapete qual è la cosa che le è rimasta più impressa?
“quando sei uscita ,mi sono guardata i piedi, ed erano sgonfi! nell’istante in cui sei nata!!” ride.
Davvero mamma? Di tutta questa storia, per te, la cosa più incredibile sono stati i tuoi piedi slimfit istantanei?”
“Si ninní”  continua a ridere.

A pochi giorni dal parto mia madre chiamò il ginecologo: “ah signora Burgio, è ora?”
“no io veramente ho partorito già! A casa.”
“Lei è una cretina!”

I miei genitori ,
Oggi 26 Febbraio 2018

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