La settimana di… Swonild Ilenia Genovese

Gentili lettori ben trovati!  La nostra rubrica “La settimana di…”  ritorna, dopo la calura estiva, per presentare Swonild Ilenia Genovese, poliedrica autrice palermitana, abile disegnatrice, dottoressa in Scienze Biologiche e molto altro ancora. Nella sua produzione troviamo, infatti, romanzi, poesie, racconti e libri illustrati sia per bambini che per adulti nei quali non manca un denominatore comune: l’amore per la natura e gli esseri viventi tutti. Autrice per Antipodes di “K-12 La memoria del mondo” e “Lily e i disegni da mangiare” illustrato da Gaia Catalano, si racconterà in questa settimana e ci farà conoscere le magiche ambientazioni dei suoi romanzi.

So che ami scrivere sin da quando eri bambina, lo fai più per te stessa o per il gusto di raccontare?

Scrivere è una passione innata. Non so dire se prevalga il bisogno di esprimermi attraverso la scrittura o il desiderio di raccontare le storie che la mia fantasia crea di continuo. Con onestà però devo ammettere che la scrittura è per me un bisogno. Quando non scrivo per raccontare e condividere con i miei lettori le storie che creo, lo faccio per me stessa. Diari, poesie, persino cartoline che mando agli amici… scrivo sempre, anche quando non dovrei, come la sera a letto o quando dovrei fare tutt’altro. Però mi piace molto anche l’aspetto della condivisione. È per me un’enorme soddisfazione riuscire a regalare sogni agli altri e sapere che, attraverso i miei racconti, i lettori sono riusciti ad entrare in un mondo diverso allontanandosi dalla loro quotidianità e dai loro problemi. La cosa più bella che mi sia stata detta riguardo ai miei romanzi è proprio che leggendoli ci si dimentica facilmente della realtà contingente, che la mia scrittura riesce a mescolare le suggestioni fantastiche con la forza degli elementi naturali. Questo per me è un grande traguardo ed un immenso onore, l’essere riuscita, seppur per il tempo della lettura, a fare estraniare completamente il lettore da tutto ciò che è il mondo in cui egli vive, trasportandolo altrove, in un mondo dove reale e fantastico sfumano l’uno nell’altro.foto ritratto Swonild Ilenia Genovese

Parlaci di Lily e i disegni da mangiare: è un racconto autobiografico, educativo o altro ancora?

Sicuramente è sia un racconto autobiografico che una storia educativa ma spero soprattutto che serva a stimolare la fantasia dei bambini. Lily è un po’ tutti noi e quindi è anche un po’ me. Mi sono divertita molto a raccontare di Lily perché nel narrare le sue avventure e la sua esperienza con il cibo ho ripensato alla me stessa bambina, al mio piccolo mondo di pensieri spesso inespressi e celati agli adulti, a ciò che più mi faceva soffrire o mi indisponeva quando non riuscivo a mangiare un cibo che invece gli altri mangiavano con gusto. Sono sempre stata molto creativa ed ho iniziato a disegnare e a dipingere in età precocissima, così ho pensato che anche Lily potesse essere una bambina fantasiosa a cui piaceva esprimersi attraverso le creazioni artistiche e che proprio questo aspetto della sua personalità avrebbe potuto aiutarla ad avvicinarla ai cibi che non riusciva a mangiare. Penso che i simpatici disegni prodotti con il cibo realizzati da G. Catalano, uniti al personaggio della ribelle ed artistica Lily, siano riusciti a creare un libro per l’infanzia  adatto a tutti i lettori, piccoli e grandi, in cui ognuno di noi possa facilmente immedesimarsi.

In k-12 descrivi perfettamente il rapporto elettivo che si crea tra essere umano e gatto. Cosa rappresentano gli animali per te, come persona e come autrice?

Ho sempre amato tanto tutti gli animali ma fin da piccola ho provato verso i gatti un interesse particolare. Mia madre ricorda ancora come preferissi tra tutte le più famose canzoncine per l’infanzia proprio quelle dedicate ai gatti, e con quanta passione le cantassi a tutti coloro i quali incontravo per strada, anche agli sconosciuti! Dall’età di diciotto anni ebbi finalmente un gatto che divenne presto molto più che una semplice compagnia. Amico, confidente, spettatore dello scorrere delle mie giornate… era questo e molto di più, oltre ad essere un amante dell’arte, proprio come me. Ricordo con quanta passione restava a guardarmi mentre disegnavo, con un interesse ed un amore che raramente ho trovato nei miei simili. Gli animali sono parte integrante della mia vita e familiari a tutti gli effetti. Quando mi si dice che gli animali prendono tempo, io rispondo sempre che il tempo dedicato a loro è il tempo miglior speso della giornata. Non riuscirei ad immaginare la mia vita senza i miei gatti, sarebbe vivere privandomi di un affetto importante e a cui difficilmente saprei rinunciare. Penso che nei miei scritti traspaia chiaramente il sentimento di amore incondizionato che provo nei loro riguardi ed il bisogno di averli accanto.

In k-12 scrivi e ci parli di meravigliose quanto plausibili scoperte scientifiche (ancora da realizzare) volte a migliorare la qualità della vita umana soprattutto nella sua fase calante. Qual è il tuo rapporto con la tecnologia e le innovazioni?

Le scienze mi hanno sempre affascinato e le ho sempre studiate con molto piacere. Ho scelto di laurearmi in Scienze Biologiche perché vedevo questa branca molto versatile e in continuo sviluppo. Inoltre le biotecnologie, la biochimica e la biologia molecolare m’incuriosivano moltissimo e per molto tempo sono stata indecisa se intraprendere gli studi di scienze biologiche o se iscrivermi presso la facoltà di medicina od ingegneria. Alla fine la curiosità per la biologia molecolare mi ha spinto verso la scelta che ho fatto. Il mio rapporto con la scienza e la tecnologia è sempre stato fiducioso, aperto ad ogni possibilità. Vorrei che molte più persone oggi mostrassero più entusiasmo per il sapere e la conoscenza, dando fiducia alla parte più bella dell’essere umano: il suo genio creativo. Sicuramente la guida di mio padre è stata fondamentale. È una persona che stimo molto e che è stata ed è tuttora per me fonte d’ispirazione. A quasi ottant’anni, mio padre non ha mai avuto paura del cambiamento né si è mai tirato indietro innanzi all’innovazione, anzi, è stato un pioniere, sperimentando ed incuriosendosi, spesso prima di chi era molto più giovane di lui. Da bambina lo ricordo leggere con trasporto la collana Urania, appassionarsi ai primi computer, studiare il linguaggio macchina, comprare i primi giocattoli elettronici e molto altro… credo sia stato il primo della sua generazione ad avere avuto in mano un telefono cellulare e ad essersi entusiasmato per le infinite possibilità che esso offriva e rappresentava. Il romanzo “K-12 la memoria del mondo” è dedicato a mio figlio, ma ho scritto questa storia pensando proprio a mio padre, ispirandomi alla sua mente brillante e votata al futuro che ha saputo mostrarmi quanto di più bello la scienza ed il sapere avessero da offrire. Credo che molte più persone oggi dovrebbero accostarsi alla scienza e alla tecnologia con lo stesso ottimismo.

Abbiamo avuto modo di apprezzare i tuoi disegni di fate ed elfi (disponibili qui anche su cartolina) protagonisti di altri tuoi lavori (Le fate di Aquabosco) possiamo anticipare cosa bolle ancora in pentola?

Le fate e gli elfi di Acquabosco sono i personaggi che la mia mente ha creato a cui sono più affezionata, personaggi divenuti cari amici che mi hanno accompagnato durante la mia crescita sia come persona che come artista, illustratrice e scrittrice. A loro ho dedicato la maggior parte delle illustrazioni che disegno ormai da vent’anni, sono i protagonisti del mio primo libro illustrato per adulti ma anche di molti dei miei romanzi più importanti e più apprezzati dai lettori, come “Il sorriso di Io”, “Ralmarla” e “Alba d’inverno”. Da tempo i miei sostenitori desideravano un seguito al primo libro illustrato uscito in commercio nel 2011, un seguito con nuovi disegni e con una storia dedicata anche alle fate e agli elfi oscuri, così ho deciso di accontentarli. Questo progetto è durato a lungo ed ha richiesto da parte mia molto impegno. Come potrete capire, il lavoro che sta dietro la creazione di un libro di questo genere, con più di cinquanta disegni realizzati con tecnica mista, richiede molto tempo proprio per la produzione delle illustrazioni. Sono purtroppo una disegnatrice lenta e per questo motivo il tempo che ho dedicato a questo nuovo progetto è stato tanto, così come l’impegno che ho messo nella creazione di ogni disegno, ma spero che chi ha aspettato con pazienza il ritorno delle fate e degli elfi di Acquabosco sarà presto ripagato di questa lunga attesa. Spero inoltre che nuovi lettori possano scoprire il mio mondo di personaggi fantastici proprio viaggiando con la fantasia attraverso questi disegni. Illustrazione dopo illustrazione, spero di riuscire a trasportare il lettore nei paesaggi vividi creati dalla mia fantasia dove anche gli elementi della natura diventano essi stessi personaggi. È con entusiasmo che vi annuncio quindi che “I segreti di Acquabosco” diverrà presto un nuovo titolo edito da Antipodes.

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