La settimana di… Simona Burgio

Bentrovati alla quarta giornata della settimana di Simona Burgio: la giornata dell’inedito. In questo caso vi intratterremo con una personalissima e affettuosissima dichiarazione di affetto.

Mia madre.

Io parlo poco di mia madre, o scrivo poco di mia madre, perché quasi subito mi sono accorta di essere come lei. Di essere lei.
Non amo scrivere di me, o mostrare agli altri come funziono, in modo diretto almeno.
Io penso come mia madre, mi muovo come mia madre, ho gli occhi di mia madre, guido come mia madre, non abbino i colori come mia madre, sono sensibile ma forte come mia madre, piango come mia madre, sono una furia come mia madre, cado come mia madre, amo come mia madre, sono svanita come mia madre, mi incazzo come mia madre, somatizzo come mia madre, proteggo come mia madre, ho paura come mia madre, spendo soldi per cazzate inutili come mia madre, ho le mani come mia madre, sono mia madre.
Ieri mentre guardavo la TV, seduta sul divano, mi sono accorta che avevo dei calzini di spugna rossi con una renna di Natale, sui collant verdi ricamati (come mise da casa, ma andrebbero bene anche a lavoro) e che avevo incrociato le mani sulla pancia. Accanto a me c’era lei, esattamente nella stessa posizione.

Quando facevo le scuole medie, la seconda se non sbaglio, mia madre è entrata in classe e Vincenzo le disse: “Signora Burgio ma lei ha i capelli fuxia!!”
Si era fatta le mèches magenta.foto capelli rosa

Quando io ero molto piccola e avevo i miei problemi da bambina, da adolescente, da ragazza, i problemi che ci tormentavano e che continuavano a inseguirmi la notte, la svegliavo. Insieme andavamo in cucina e parlavamo fino a molto tardi, le tre, le quattro del mattino.

Qualche sera fa mia madre mi ha detto: “lo sai quando eri piccola io non vedevo l’ora che parlassi. Lo dicevo sempre a papà, non vedo l’ora che Simona dica qualcosa! Perché volevo parlare con te.
E io ho pensato: uno, che era la cosa più dolce che mi avesse mai detto. La cosa più tenera e bella.
E due, che anche io non avrei visto l’ora, di fare la stessa cosa.
Io sono mia madre.
Ecco perché non ne scrivo mai molto.
Ma io l’amo.

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