La settimana di… Swonild Ilenia Genovese

Buon giovedì! Cambiamo completamente genere e immergiamoci nel mondo di Lily e i disegni da mangiare, libro per bambini di tutte le età, con testi di Swonild Ilenia Genovese ed illustrazioni di Gaia Catalano.

“Che cosa potevano capirne loro, che non facevano altro che mugolare soddisfatti davanti al minestrone o quando sbucciavano un ananas? Che ne potevano sapere loro del disgusto profondo che provava Lily ogni qual volta la nonna le passava uno spicchio di mandarino sotto il naso per farle sentire il suo “buon” profumo o quando tornando a casa sentiva quell’odore inconfondibile di broccoli appestare l’aria?foto evento2.png
Niente. Loro non potevano saperne niente. Molti altri bambini come lei avevano spesso rifiutato frutta e verdura ma alla fine, o per guadagnarsi premi e ricompense, o per non sentire più le lamentele di mamme, nonne, genitori e maestre si erano infine adeguati accettando di mangiare  il terribile contorno. Lily considerava questi coetanei come degli ignobili traditori. Era a causa loro e al loro aver ceduto alle insistenze se ora tutti la consideravano una bambina difficile e viziata. Che poi, viziata era la parola adatta? Ribelle, forse. Impiegabile. Non corrompibile. Dal gusto sensibile! Viziata, no di certo!
Non avrebbe ceduto innanzi all’idea di ricevere una doppia paghetta in cambio dello sforzo di mangiare la macedonia. Non avrebbe mai tradito le sue care papille gustative. Loro dicevano chiaramente che quello non era cibo. Doveva pur dare ascolto al suo corpo, o no?

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Foto presentazione Lily e i disegni da mangiare presso Costè, Palermo

E poi, ahimè, c’erano quei bambini che erano la piaga di tutti coloro i quali odiavano il cibo sano. Quei piccoli mostri che con la bocca piena di spinaci masticati dicevano soddisfatti “che buono!”…
L’odio di Lily per questi esseri ripugnanti, sempre adulati da genitori e maestre, sempre presi ad esempio, cresceva in lei di giorno in giorno.
La mamma non perdeva occasione quando incontravano qualche amica con i figli al seguito per farle notare con rammarico che gli altri bambini mangiavano tutto e che lo facevano persino con gusto.
“Visto che bravo, Giuseppe mangia persino l’indivia ed il radicchio che sì sono amari, altro che gli spinaci!” le ripeteva sua madre dopo un incontro poco piacevole in cui Giuseppe l’aveva guardata dall’alto in basso tutto fiero, mentre la sua mamma lo lodava e lo ammirava quasi avesse vinto un premio Nobel.
Il fondo fu toccato quando per il suo ottavo compleanno le regalarono dei pupazzi a forma di verdura.”

 

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