La settimana di… Gianmarco Dosselli

Articolo di Gianmarco Dosselli

Dunque: “come vengono costruiti i miei racconti?”. Almeno l’80% degli oltre 150 racconti medio-lunghi (pubblicazioni cartacee e web editoriali) corrispondono a un misto di storia e di invenzione, in cui avvenimenti realmente accaduti si mescolano con fatti immaginati. Ad esempio: il racconto drammatico “Fuga frenetica” è una storia ispirata a fatti reali (non gli interpreti descritti e i luoghi), “fatti frammentati e cuciti” col filo conduttore; la storia inizia con un vero prologo (solo la prima metà), dopodiché le ambientazioni nella fortezza turca (immaginata) ha sapore valido come le tre condanne capitali e come quando il protagonista del racconto con una famiglia decidono per la fuga in mongolfiera (fatto reale che accadde negli anni 70: una fuga dal comunismo oppressivo della Germania Orientale)…

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08/11/15 – Villa Mazzotti – Chiari (Bs) – Premio Selezione – Momento dell’annuncio del racconto “Sapere d’amaro”. Da sx: l’editore Giubileo, la conduttrice Filippini e lo scrittore Dosselli

e il resto del racconto è pura immaginazione, così come viene man mano che batto sulla tastiera. Insomma, cari amici, nelle storie sparse vi ci sono contenuti di vicissitudini davvero accadute alle quali ho inserito suspense e azioni, manipolandole il meno possibile. Ribadisco instancabilmente: molti miei racconti accostano a una storia vera in uno scenario di fantapolitica, horror o altro, che vedono come protagonisti persone che hanno vissuto tali esperienze di qualunque stampo! Qualche volta sono notizie che leggo sui giornali, oppure che trovo in un libro o che sento alla televisione. La trama è mia! Ho una immaginazione molto fertile. Quando scrivo m’ispiro ad ogni genere di posti, ad ogni genere di persone, a varie esperienze a quanto avvenuto in passato, e non mi sento, in qualunque modo, responsabile per le conseguenze che possono avere alcuni miei scritti. Ovviamente, in parte, lo sono davvero; ma per uno scrittore come me la verità è una cosa relativa. Anni addietro, durante una conferenza nella Biblioteca Ruspoli, in Roma, lo scrittore Andrea Camilleri, dichiarò: “…non siamo noi, giallisti, a uccidere la letteratura. È il romanzo italiano che si sta suicidando”. L’attento scrittore affermò che il motivo del disamore del pubblico, verso la letteratura, va imputato agli scrittori “che hanno rinunciato a raccontare emozioni”.

Ancor oggi sempre confermo che una lettura deve essere avvincente, tale da invitare chi legge a “voltare pagina”. Esistono libri infarciti di espressioni vanamente gonfie, abbruttite e appesantite da tecnicismi, barbarismi, neologismi e altre diavolerie con difficoltà del capire; fiumi di frasi difficili, fatica di apprendere il senso. Questi famosi autori credono che le parole rare e incomprensibili pronunzino il discorso bello e apprezzato da un qualunque lettore. Non è affatto così! La lettura deve essere “dolce e scorrevole”. Mia abitudine di esprimere…

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03/10/15 – Sala del Cardinale (Palazzo Grassi), Bologna – kermesse Worldbook

Le mie poesie rappresentano il piccolo contributo in un campo poetico che non intende ampliarlo ma, in fin dei conti, quei pochi componimenti sono di una lievità quasi diafana, i sentimenti soffusi di tenerezza e di malinconia, le parole sono “di seta soffici e leggiadre”. Una di queste mie, la commovente “POVERO”, è stata “teletrasmessa” nelle pagine del Videogiornale dell’emittente bresciana “Radio Super TV” (da settembre a dicembre 1997).

Critici e recensori (qui solo punta dell’iceberg):

ALESSANDRA AGLIERI: “Il dialogo è un elemento portante del lavoro e rileva una scelta stilistica che, volutamente, corre sul filo del parlato, mirando quindi a dare maggior risalto alle scene descritte e ai personaggi”.

FRANCESCO GUZZETTA: “Con il secondo romanzo ci ripropone uno spaccato della società odierna, e si è proposto che servirà a molti giovani perché possano riflettere, e con una analisi capire che alla fine tutto si paga, il riscatto è anche possibile.”

MELINDA TAMAS TARR BONANI: “Le loro trame propongono… delle sorti umane in cui la vita dell’uomo si plasma attraverso grandi emozioni dolorose oppure gioiose, tragedie nelle quali esistenze individuali slittano su binari sbagliati dai quali è difficile uscire e ritornare sulla strada giusta per una vita normale e sobria.”

ANDREA TRIMARCHI: “Dosselli: poeta, scrittore e critico; elegante, mai volgare, ironico, attento osservatore delle tendenze sociali, spesse volte “picconatore” quando sulla razionalità e sul buon senso prevale l’assurdo…”

VALENTINA MARCELLETTI: “Il racconto “Sole e acqua ai fiori” ci porta a riflettere su come l’egoismo, la testardaggine e l’insensibilità degli adulti, portino spesso a cambiare la vita dei bambini togliendo loro la dovuta spensieratezza”.

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17/05/15 – Teatro Titano-Repubblica di San Marino: consegna del trofeo, primo classificato per il romanzo fantasy “Il pozzo di Castrum Govonis”

 

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