La settimana di… Valeria Di Leo

Bentornati cari lettori! Inauguriamo questa settimana facendo la conoscenza di una nuova autrice: Valeria Di Leo. Palermitana come noi di Antipodes, laureata in lingue e letterature straniere è un’ imprenditrice che da poco ha scritto il Suo primo libro intitolato “Non ditelo alle viole”. Nel 2008 è salita agli onori della cronaca per aver affiancato Fabio Messina nell’apertura del “Punto Pizzo Free” – primo negozio antiracket –  ideato da quest’ultimo con l’intento di dare una possibilità in più a tutti i commercianti che hanno dichiarato apertamente di non pagare il pizzo alla mafia.

In “Non ditelo alle viole” si narra, tra le tante altre cose, la storia di un’amicizia tra un uomo e una donna. Pensi che possa realmente esistere un rapporto assolutamente disinteressato, tra sessi opposti?

Sì, penso che, talvolta, questo possa accadere. E che, come per tutte le cose belle, non bisogna perdere tempo a cercare di spiegarle.Non ditelo alle viole

Carlo, Il protagonista del Tuo romanzo, è un personaggio caratterialmente molto complesso e la sua esistenza a dir poco tormentata. Per dargli vita, Ti sei ispirata ad un personaggio esistente nella realtà o nella finzione?

No, ma, anche se così fosse, non lo direi!

Se dovessi classificarlo, come definiresti il Tuo libro? Romanzo, giallo o…?

Si tratta di un romanzo epistolare… probabilmente un po’ insolito.

Un’altra particolarità di “Non ditelo alle viole” è il modo in cui è strutturato e cioè senza la canonica suddivisione in capitoli. Come mai?

Appunto perché si tratta di una lettera. Carlo la scrive di getto.

Rose e viole fanno parte di un simbolismo interno, funzionale alla storia, vuoi parlarcene?

Rose e viole… Sì, questi fiori vengono menzionati più di una volta. Ecco, in realtà, io non vorrei svelare troppo. Posso soltanto dire che, ad un certo punto, magari si crederà di aver capito. Ma, come spesso accade, la realtà è lontana anni luce dal modo in cui essa appare ai nostri occhi.

Cosa significa questo libro per te?

Per me, questo libro significa tanto. Sono legata a “lui” da un sentimento di puro affetto, un po’ come se si trattasse di una persona, e forse anche di più.

Quand’è che hai deciso di scrivere un libro?

In realtà, io non ho deciso proprio niente: è stato “lui” a decidere per me! Io avevo soltanto una storia da raccontare. Certo, bisognava trovare il modo… E’ stato tutto molto spontaneo e naturale. Ma non pensavo avrei mai scritto un libro! Ho cominciato a scrivere, ma non ero certa rispetto a quello che sarebbe venuto fuori. Non pensavo che le poche righe dell’inizio potessero diventare un manoscritto prima ed un libro poi…

C’è qualcosa di autobiografico nel tuo libro?

No! E’ tutto frutto della mia immaginazione.

Nel Tuo libro, si parla anche di amicizia, o meglio, del ricordo di un’amicizia. Poiché di questo sentimento non resta, appunto, che il ricordo, allora non era poi così importante?

No, non credo sia così. La vita, determinati eventi in particolare, possono separare due persone. Questo, però, non può né sminuire, né tanto meno cancellare ciò che le ha unite.

Parliamo del protagonista: ritieni sia un personaggio negativo?

No! Tanto mi sento legata al libro, quanto lo sono anche a questo personaggio. Come tanta gente prima e dopo di lui, Carlo si è trovato più di una volta ad un bivio ed ha operato delle scelte. Senza ombra di dubbio, qualcuna – una in particolare – si è rivelata più che infelice… Ed ogni nostra decisione, si sa, ha delle conseguenze. Comunque sia, Carlo è un essere molto fragile, che finisce con il farsi trascinare dagli eventi.

Allora, sebbene i fatti narrati siano soltanto il frutto della Tua immaginazione, il Tuo vissuto non ha minimamente influenzato il tuo romanzo?

In realtà, in qualche modo, sì. Come ho già detto, a questo libro mi sento molto legata. Lo sono, probabilmente, soprattutto perché mi ha aiutata molto in un momento particolare della mia vita. Quindi lo posso dire: un libro, che lo si legga o, come nel mio caso, che lo si scriva, può aiutare. E tanto. Un libro, a volte, ti può addirittura salvare!

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