La settimana di… Antonio Soncina

Oggi pubblichiamo un brano di Antonio Soncina sul rapporto padre figlio:

 

“La gente disperata nasce così, un po’ per l’ambiente in cui nasce e cresce, un po’ per le mancanze e le storture ricevute dalla genetica.

La gente disperata perde prima ancora di iniziare a competere. Glielo rinfaccia il mondo attorno che ha l’occhio allenato a riconoscere i perdenti.

La gente disperata si stanca di sentirsi accusata di essere quello che è, di non essere ciò che non può essere, e diventa cattiva prima ancora di saper distinguere bene e male, perché nella cattiveria c’è cresciuta, e allora restituisce ad altri quanto ha sempre ricevuto e si sente pure in credito, senza discriminare le proprie vittime, anzi, colpendo i punti deboli dei più deboli, ché i forti non glielo permetterebbero.

Così i padri scaricano sui figli frustrazioni, fallimenti e impotenze, e i figli crescono pensando che la vita non possa esser altro che quell’aggressione continua da chi per primo dovrebbe amarli.

E la stagioni si ripetono, e dopo l’estate, immancabilmente, torna l’autunno e poi l’inverno, e quando questo finisce, la primavera ci trova più vecchi e stanchi, più esperti ma non più saggi.

E io, quale patrimonio lascerò?”

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