La settimana di… sandro Orlandi

Oggi pubblichiamo una poesia inedita del nostro autore “Vivere” e affrontiamo con lui il tema dell’eutanasia (di cui, ricordiamo, tratta anche un’altra pubblicazione del Dott. Orlandi, il romanzo intitolato “Il volo del cigno”)

 

Il titolo è già di per sé la premessa a ciò che voglio dire con la poesia. Vivere infatti, non sopravvivere a tutti i costi. La società ci ha abituati, o direi piuttosto costretti, al concetto fondamentale che si deve sempre e comunque amare la vita, e qualunque cosa accada questa DEVE essere sempre vissuta, considerata bella, sacra, a prescindere perfino dal credo, o non credo, religioso. E bisogna assolutamente tentare in tutti i modi di diventare vecchi, perché così avremo vissuto più a lungo possibile. Da medico ho potuto constatare che è solo pura ipocrisia e paura. Amo ricordare spesso cosa diceva Leopardi, quando con occhio distaccato ma profondo asseriva che l’uomo fa di tutto per non morire e per diventare vecchio, pur sapendo bene che in vecchiaia ci sono ben poche gioie ma molto dolore, malattie, sofferenza, spesso solitudine,  mentre con la morte troviamo la pace. E mi viene in mente anche ciò che diceva della dignità umana Primo Levi nel suo tristemente famoso “Se questo è un uomo”.Il volo del cigno

Quando sono costretto a letto, senza possibilità di guarigione, schiavo del dolore, della mortificazione psicofisica e senza più niente di umano, niente di simile alla vita degna di essere vissuta, perché mi si vieta di scegliere la morte? Per ragioni politiche? Sociali? Religiose? Per conformismo? Non ho deciso io di venire al mondo almeno lasciatemi scegliere di morire in certe condizioni. Non pretendo che altri nelle mie condizioni debbano voler morire, se preferiscono vivere in questo modo, allora perché invece io vengo obbligato a vivere se non voglio? Perché non mi si lascia libero di scegliere?  E’ tra le cose più ingiuste e assurde che contraddistinguono la nostra società.

 

 

VIVERE

Oggi è di un bell’azzurro il cielo

sereno, senza una nuvola

come piace a me

fa da sfondo al verde dei prati

e mette in risalto il melo.

Chissà che sapore avrà quel frutto maturo

gustoso e fragrante di sicuro,

Un esplosione di giallo la ginestra,

un refluo di primavera

mi arriva dalla finestra.

Stendermi sul prato

ammirare quella margherita,

passeggiare per il viale

senza pensare che non sento più niente,

neanche dove mi dovrebbe fare male,

confinato immobile nel mio letto

a marcire pian piano,

giorno dopo giorno,

come un vegetale.

Ormai posso solo fantasticare sulla vita

immaginarla o ricordarla com’era,

mentre spero con tutto me stesso

che un giorno

finalmente

potrò farla finita.

 

 

 

 

2 pensieri su “La settimana di… sandro Orlandi

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