La settimana di… Fiorenza Golferini Pelaez

Bentrovati cari lettori! L’ospite di questa settimana è Fiorenza Golferini Pelaez: Mantovana, autrice di delicatissimi racconti per bambini e numerose poesie. Dopo essere stata insegnante di Elettronica all’Istituto Tecnico Industriale di Padova, si è anche dedicata alla ricerca, come volontaria, nel campo della Bioingegneria presso il CNR di Padova. Ha vissuto a Buenos Aires in Argentina, paese del marito, fino al 1992 e adesso vive a Firenze. Nel 2005 ha pubblicato la favola “Suni tra le stelle” mentre la collaborazione con Antipodes è iniziata nel 2015 ed è sfociata nella pubblicazione della raccolta di racconti intitolata “Il Paese dei Senza”.

Quando ha iniziato a scrivere favole?un 'ombra a Rodi... (1)

Quindici anni fa circa

I Suoi libri di fiabe sono tutti corredati da particolarissime quanto delicate illustrazioni: secondo Lei che ruolo svolgano le immagini in un libro di favole? Sono accessorie o ne costituiscono una parte integrante?

Le illustrazioni nei libri di favole costituiscono una parte integrante del racconto quando si rivolgono a bambini molto piccoli. Invece possono essere accessorie quando si vuol sollecitare la fantasia attraverso la parola .

Nel mio caso ho la fortuna di avere un’amica pittrice, Ala Baba, a cui consegno il testo. Dopo un silenzio più o meno lungo mi presenta delle immagini che traducono esattamente le mie parole, il mio pensiero.

Luoghi e personaggi dei Suoi racconti sono molto caratterizzati e le descrizioni accurate quasi fotografano le scene… ha mai pensato di dedicarsi ad hobby quali la pittura o la fotografia?

C’è stato un periodo, molti anni fa, in cui desideravo esprimere attraverso la pittura un panorama che mi aveva emozionato, o qualche cosa che mi aveva colpito, ma ben presto mi sono resa conto che dipingere mi risultava troppo impegnativo.

 I ricordi e la quotidianità sono due costanti nella Sua produzione, cosa rappresentano per Lei?

I ricordi sono una parte di me molto importante. La mia vita è stata nel complesso serena, con delle basi forti dovute alla famiglia e alla scuola. Mi piace ripercorrere il mio vissuto che mi fa essere quello che sono adesso.

So che ama molto gli animali… sono mai stati fonte di ispirazione, artisticamente parlando?

Gli animali, tutti, sono stati fonte di molte emozioni e di ispirazione. Dal colibrì che faceva il nido sotto il pergolato in Argentina all’elefante che proteggeva il suo cucciolo in Kenia.

Il mio primo libro “Suni tra le stelle” ne è un esempio.

 Cos’altro le ha fornito ispirazione?

Io e mio marito abbiamo viaggiato molto, conosciuto popolazioni molto interessanti, luoghi e culture molto diverse, usanze non sempre facili da accettare. Negli anni abbiamo sviluppato una capacità di adattamento alle varie situazioni e abbiamo ricavato dai nostri viaggi sempre profonde emozioni.

Il racconto “Il Sassolino Rosso” vuole comunicare proprio questo: l’accettazione del mondo sconosciuto rappresentato dall’altro. Dal momento che il protagonista, Ludo, dopo molti tentativi, riesce a deglutire il boccone di iguana, tutto il mondo che lo circonda diventa più chiaro e comprensibile.

Ma anche la vita di ogni giorno offre spesso spunti per creare racconti. Un giorno, ad esempio, cercavo dei vasetti di vetro in soffitta quando il mio sguardo si è posato sulla macchina da scrivere. E accanto c’era il vecchio computer.

Ho provato tenerezza per quei due oggetti abbandonati da tempo e ho voluto dare loro la parola, come fossero due vecchietti che soffrivano di solitudine.

Così è nato “Il Segreto della Soffitta”. Naturalmente il racconto è un messaggio contro il consumismo.

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