La settimana di… Germana Bruno

Buon martedì a tutti! Oggi Vi proponiamo un brano tratto dal racconto “La stessa Essenza” (Altre storie. Storie differenti per non restare indifferenti, Antipodes, 2017). Insegnare ai bambini il rispetto per la natura significa fornire loro un’occasione per crescere e socializzare mentre aiutano il pianeta.

 

La casa non c’era più, o perlomeno ciò che di essa rimaneva era stato sommerso da intrecci e grovigli di piante di tutti i tipi. C’era il giardino però, e ancora profumava dei fiori di un tempo. Scapigliato, disordinato, come una bella signora che s’alza al mattino, faceva intravedere che, con qualche ritocco qua e là, avrebbe potuto risplendere della bellezza del giorno prima.

Lucia vi finì per caso, o forse non fu proprio un caso, passava di lì e uno strano verso, che le sembrò il miagolio di un micino, la spinse ad entrare. Amava gli animali e il pensiero che un piccolo gattino fosse in pericolo le fece superare ogni paura. Sì, perché quel giardino, seppur affascinante, metteva un po’ di paura, sembrava custodire storie e segreti tra i suoi incolti cespugli. Ma quel suono a Lucia non sembrò nulla di tutto questo, si trattava di un micino, ne era certa e doveva assolutamente intervenire.

Così si addentrò e seguì, per quanto possibile, il tragitto che l’avrebbe portata al punto dal quale proveniva il lamentoso miagolio. Ma accadde qualcosa di molto strano. Più sembrava avvicinarsi alla fonte del verso, più questo si propagava ovunque disorientando la piccola Lucia che, ad un tratto, si trovò sommersa e imprigionata in quel groviglio inestricabile di piante.

Cercò di andare avanti facendosi largo con mani e piedi e il suono diventava sempre più forte, quasi assordante e sembrava, sempre più, una disperata richiesta d’aiuto. Non si vedevano gatti, né altri animali che potessero emettere quel verso e Lucia cominciava ad avere un po’ di paura.

Stanca e scoraggiata, si fermò e si accovacciò creandosi un piccolo spazio tra la sterpaglia. Era sommersa dalle piante, le si aggrovigliavano intorno come ad abbracciarla ed ebbe una calda sensazione di conforto e protezione e, in quell’abbraccio, si appisolò.

A un tratto sentì quel suono proprio nell’orecchio, tanto vicino che poté distinguerne le vocali e le consonanti che lo componevano:

“ A I U T A C I  P I C C O L A  L U C I A ! T I  S C O N G I U R I A MO! S T I A M O  S O F F O C A N D O, S T I A M O  M O R E N D O!

A I U T A C I ! ”ALTRE STORIE

Lucia aprì gli occhi e vide davanti a sé una piccola rosa selvatica che la fissava implorante, sì, proprio così, la fissava con tanto di occhioni sgranati e tristissimi. Lei, tra tanta erba e foglie secche, era ancora così bella e fresca, ma, a quel che diceva, non lo sarebbe stata per molto ancora.

“Un tempo eravamo felici, ognuno aveva il suo spazio e mani gentili ed attente ci curavano ogni giorno, sguardi soddisfatti e grati ci accarezzavano il cuore, piccoli insetti ci solleticavano dolcemente e disseminavano qua e là il nostro polline rendendoci sempre più numerosi. Eravamo bellissimi. Il giardino era incantevole.

Quando stava per giungere la nostra fine, come accade per tutti gli esseri viventi, ci era dato il privilegio di trascorrere dentro casa i nostri ultimi momenti, curati ed ammirati più di prima. Così pure quel momento era per noi piacevole e dignitoso.”

Lucia ascoltava incredula il racconto della rosellina e si chiedeva cosa mai avrebbe potuto fare per lei.

Il piccolo fiore continuò: “Ci vorrebbe davvero poco per riportarci all’antico splendore. E poi la nostra vita è legata alla vostra, anche se tanti di voi non riescono a capirlo. Vi doniamo bellezza, profumi, gioia e salute in cambio, solo, di un po’ d’amore e di cure. Il giardino è un luogo sacro, un’oasi di serenità in questo mondo confuso, ormai colorato solo da gradazioni di grigio. Proprio in un giardino Dio collocò il primo uomo e la prima donna, tra i fiori e i frutti e già a quel tempo essi non capirono l’importanza di quel dono. Siamo un tutt’uno sin dall’inizio dei tempi, non potete abbandonarci.

Soltanto i bambini possono capire, per questo tu hai sentito il nostro lamento, aiutaci Lucia!”

Sono simili i bambini e i giardini, entrambi custodiscono un immenso tesoro: la ricchezza della vita che sboccia, la freschezza del frutto appena colto, la vivacità dei colori, la gioia di stare all’aperto, la necessità di ricevere cure e amore.

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