La settimana di… Germana Bruno

Insegnante di Scuola Primaria presso la Scuola Statale “Giuseppe Mazzini” di Erice (TP), Germana Bruno ha pubblicato nel 2013 il Suo primo libro di poesie sulla legalità con Edizioni Galassia Arte dal titolo “Chi fa con tre fa per sé, per me e per te” Poesie e filastrocche per vivere meglio al mondo con gli altri, con Aracne Editrice pubblica la fiaba in filastrocca “Pierino e il Lupo. A volte il lupo perde il vizio e non il pelo” e la raccolta di poesie “Giusto e Sbagliato, binomio complicato” e con la Casa Editrice David &Matthaus, l’opera su Arcimboldo dal titolo “L’ingegnosissimo pittor fantastico”. nel 2017 arriva “Altre Sorie. Storie differenti per non restare indifferenti”, con Antipodes. Da molti anni è impegnata nel campo della legalità ed ha spesso collaborato con l’Unicef e con l’associazione “LIBERA” Nomi e Numeri Contro le Mafie nonché partecipato ad eventi organizzati nel territorio dando il suo contributo personale con interventi e/o con video didattici sul tema della legalità. In modo del tutto spontaneo e naturale, ha iniziato a comporre poesie e filastrocche note, fino a poco tempo fa, solo ai Suoi alunni ricevendo da essi un positivo riscontro sia nel gradimento sia, pian piano, nell’interiorizzazione dei principi affrontati. Per mezzo delle poesie, composte con un linguaggio semplice e giocoso, Germana affronta temi importanti quali la mafia, il razzismo, lo sfruttamento, la sottomissione, l’intolleranza, l’incuria nei confronti dell’ambiente e della salute. È grazie a questo linguaggio che è Le è possibile trattare, anche con i più piccoli, concetti difficili e contribuire a farli crescere nel modo migliore per diventare cittadini consapevoli e rispettosi delle regole del vivere comune.ALTRE STORIE

Che ruolo svolge l’insegnamento nella sua vita?

Si dice che la maggioranza degli insegnanti scelga questa carriera perché orientata verso il prossimo. Credo sia vero. Non ricordo di aver desiderato altro che fare questo “lavoro”.

Lo scrivo virgolettato perché in fondo non lo ritengo davvero un lavoro, dato che, nonostante le responsabilità e le difficoltà, lo svolgo con grande entusiasmo e non mi annoio mai.

Amo i bambini, mi sento una di loro e ciò mi piace moltissimo e sono consapevole del fatto che io possa fare per loro e per il loro futuro, davvero tanto. No, non è delirio di onnipotenza, ma la realtà.

Io intervengo nella loro vita in un momento delicatissimo e importantissimo. È proprio negli anni della scuola primaria che avvengono trasformazioni incredibili nei bambini, trasformazioni che possiamo e dobbiamo indirizzare verso la giusta direzione.

Giorno dopo giorno, nella mia attività di insegnante, assisto ad un vero miracolo: ad un tratto i miei piccoli alunni imparano a leggere, a scrivere, a contare e risolvere situazioni problematiche. Sembra incredibile, ma accade.

Io credo che lo stesso miracolo possa avvenire per l’acquisizione di quei comportamenti e atteggiamenti di condivisione, collaborazione e rispetto che fanno vivere bene al mondo con gli altri e per questo il mio obiettivo principale è far sì che quei comportamenti e quegli atteggiamenti diventino la normalità, l’unica cosa giusta da fare. Io insegno con la pretesa di migliorare il mondo.

Dunque a questa domanda potrei rispondere: L’insegnamento svolge nella mia vita un ruolo importantissimo, mi fa sentire utile e in grado di offrire, a tanti bambini, la possibilità di un futuro migliore.

Come nascono i protagonisti di “Altre Storie”?

I protagonisti di “Altre Storie” nascono dall’esigenza di veicolare, in modo accattivante e leggero, messaggi importanti per raggiungere l’obiettivo di cui ho parlato prima: migliorare il mondo.

Fatti ed eventi quotidiani ci dimostrano che il mondo non sta per niente bene, ma, chissà per quale strano motivo, tutti imputiamo ad altri, spesso, ahimè, ai più disperati, le responsabilità di ciò.

Così, i protagonisti di “Altre Storie”, ci vogliono prendere per mano e trascinare in queste “loro” storie che noi non vorremmo conoscere e che, nella quotidianità, facciamo finta di non vedere perché non mettano a rischio la nostra “tranquillità”. Non ci rendiamo conto, spesso, che alla loro esistenza è legata la nostra stessa esistenza e agendo in questo modo procuriamo danni irreversibili anche a noi.

“Gingo Balese”, in particolare, è un personaggio “realmente” esistito nella fantasia di una bambina, mia figlia Lucia. Quando un giorno le chiesi, sentendola chiacchierare da sola, con chi stesse parlando, mi rispose con aria tranquilla, che parlava con “Gingo Balese” e fu lei a dirmi anche che era un autista di colore.

“Gingo” ha così dato il via alla realizzazione di questo libro.

Come è iniziata la collaborazione con Manuguerra?

Prima di tutto mi preme dire che è stato uno dei più bei incontri della mia vita perché si è instaurato tra noi un bellissimo e proficuo rapporto lavorativo e di amicizia che continua e spero continuerà a lungo.

Circa 2 anni fa, venni invitata presso gli studi di una radio locale per parlare della mia attività di autrice di poesie e racconti. Edoardo ascoltò l’intervista e si mise in contatto con me dopo pochi giorni per propormi la sua collaborazione in qualità d’autore.

Se lo chiedete a lui dirà che lo colpì in particolare una mia affermazione: “Scrivo in qualsiasi momento, può capitarmi anche di dover fermarmi in una piazzuola dell’autostrada e scrivere per far sì che il pensiero non mi sfugga”. Fu in quel momento, mi rivelò simpaticamente Edoardo (che potrebbe essere mio figlio), che pensò:” Questa è la mia donna!”.

Edoardo è un bravissimo illustratore e sono certa farà tanta strada.

Quale pensa sia l’età migliore per affrontare con i bambini tematiche sociali?

A questa domanda credo di aver in parte risposto nella prima che mi avete rivolto. Bisogna iniziare molto presto, sin dalla scuola dell’infanzia. In quell’occasione i bambini vengono a contatto con tante altre persone, dai compagnetti alle insegnanti ed è proprio da lì che ha inizio questo lungo e complicato percorso educativo che dovrà far loro conoscere l’altro e rispettarlo nella sua alterità.

Naturalmente il modo di affrontare questi argomenti così importanti e delicati, dovrà essere adeguato all’età del bambino. Si possono affrontare questi temi anche attraverso il gioco e le letture adatte ai bambini.

Io ho avuto modo di verificare che il linguaggio semplice e la musicalità delle filastrocche e delle poesie, li affascina e cattura in modo straordinario la loro attenzione riuscendo a trasmettere, in modo veloce ed indelebile, l’importante messaggio che portano con sé. Allora concetti difficili come la Legalità, possono essere affrontati, in questo modo, anche con i più piccoli cosicché possano crescere nel modo migliore e diventare cittadini consapevoli e rispettosi delle regole del vivere comune, convinta come sono che “Solo coltivando sin da piccoli e nei gesti più semplici una sana cultura del rispetto delle regole, si diventa adulti responsabili”.

Attualmente sta lavorando ad altri progetti o pubblicazioni?

Per la verità non mi sono mai fermata, non ci riesco. Ho più di tre opere in lavorazione, due delle quali hanno lo scopo di avvicinare i più piccoli all’arte, non trascurando mai il messaggio che accomuna tutte le mie opere e che è quello di rispettare le regole e amare il prossimo, sempre e comunque.

Tra gli artisti che più apprezza, con chi le piacerebbe (o le sarebbe piaciuto) collaborare?

Non ho dubbi, ma, ahimè, non ci sono più: Italo Calvino e Gianni Rodari.

Sono ambedue originali ed unici. Sia il primo che il secondo hanno scritto nel continuo tentativo (egregiamente perseguito) di legare la narrativa e la poesia ad una riflessione sulla società e i problemi che l’affliggono.

 

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