La settimana di…Michele Protopapas

IL CORSO DI SCRITTURA

di Michele Protopapas

È ormai giunto alla seconda edizione il corso e laboratorio di scrittura creativa che tengo a Firenze. Il corso è organizzato dall’associazione culturale Marginalia, attiva nei più svariati campi della cultura, e ha il patrocinio della casa editrice Antipodes e dell’Associazione Liberi Autori (ALA). Il corso si tiene ogni sabato pomeriggio nei locali del Sit’N’Breakfast, nel cuore del centro storico di Firenze, a due passi dalla basilica di Santa Maria del Fiore, un luogo dove si vive un grande fermento culturale, dove ogni giorno si susseguono eventi e che potrei definire un moderno e aperto “salotto culturale”.Locandina corso di scrittura 2017

Ho avuto la fortuna di potermi occupare personalmente dell’organizzazione delle lezioni e ho dunque scelto per il corso una struttura allo stesso tempo moderna ma rigorosa ed è ciò che, penso, lo differenzia dagli altri corsi. Sono laureato in ingegneria aerospaziale, specializzato in filosofia della scienza e della matematica, e per diversi anni ho insegnato matematica e fisica, quindi penso che a buona ragione possa definirmi un uomo di scienza ed è proprio con atteggiamento scientifico che mi sono approcciato alla scrittura, sia nello studiarla che nell’insegnarla. È per questo che, dopo aver fornito ai corsisti le basi universalmente accettate, parte fondamentale del programma è l’analisi delle più moderne teorie della narratologia ed essendo, questa, una scienza in divenire cerco di presentare le diverse correnti, mostrando gli aspetti in cui convergono e le loro diversità, così che ogni studente possa farsi una propria idea, ma che soprattutto si renda conto che non esiste un solo modo corretto per scrivere, ma bisogna considerare tanti fattori. Cerco di far capire con molti esempi come uno dei fattori più importanti sia il periodo storico e, soprattutto oggi anche grazie alle nuove tecnologie, bastano pochi anni affinché si risulti datati e serve un continuo aggiornamento, cosa che personalmente metto in pratica in quanto continuo imperterrito a studiare per cercare di scrivere sempre meglio.

Ecco dunque per la parte teorica che esiste un programma a cui cerco di rimanere quanto più fedele, ma alla teoria viene affiancata una parte pratica in cui viene chiesto agli studenti di produrre dei testi che saranno di volta in volta letti e commentati dagli altri corsisti al fine di ottenere un immediato e imparziale riscontro e, al contempo, assimilare le tecniche che si sono analizzate durante il corso. Il tutto fa sì che siano necessari diversi incontri per fare tutto al meglio e quindi il corso consta di 10-11 incontri. Un’altra particolarità del corso è l’aperitivo che viene offerto a fine di ogni lezione e che diventa un ulteriore momento di  confronto e di conoscenza.

A fine del corso si raccolgono gli elaborati degli iscritti e dopo un editing che è parte integrante del corso vengono stampati in una raccolta che è lasciata in libera lettura per i clienti del Sit’N’Breakfast, ma che è anche un ricordo per i corsisti dell’esperienza fatta.

Se siete a Firenze passate a trovarci, vi aspetto anche solo per un caffè o una chiacchierata.

Vi saluto con due racconti brevissimi:

LE SELFIE DI LINDA

Selfie è una parola derivante dall’inglese che denota qualcosa fatto da soli. Linda non lo sapeva e pensava fosse un modo trendy per indicare le fotografie da mostrare nei social network. Poco male, ben presto iniziò davvero a scattare da sé le proprie foto poiché nessuno dei suoi amici riusciva a farle scatti decenti e sembrava che cercassero di mettere in risalto i suoi piccoli difetti. Non che nei suoi selfie si vedesse migliore: dapprima accusò la camera degli smartphone ma dopo averne cambiati alcuni prese a incolpare il proprio viso. Provò con diverse smorfie a tenderne la pelle, ma non ottenne mai il risultato desiderato.

Linda iniziò a pubblicare sempre meno foto e anche la sua vita sociale scemò: non riuscendo ad accettare di essere quella degli scatti, piena di grossolane imperfezioni che neanche photoshop riusciva a correggere, smise di uscire di casa e il suo unico scopo fu quello di migliorare il proprio aspetto. Stremati dal suo continuo nascondersi anche i conoscenti smisero di cercarla e lei pensò che stessero preferendo la compagnia delle sue ex amiche, tutte così belle nei loro selfie. Nel tentativo di colmare quel gap Linda iniziò una dieta ferrea, ma nonostante i chili calassero nelle foto che aveva continuato a scattarsi si vedeva sempre più gonfia. Smise del tutto di nutrirsi e si lasciò morire. Poco prima della fine postò un ultimo messaggio: “Vi prego, non affiggete nessuna foto nella mia lapide, ne ho fatte migliaia, ma non ve n’è una che sia decente.”

EIN LIEBENSWERTES TRAUM (UN AMABILE SOGNO)

Edith non aveva voluto altri dopo che Klaus era morto. Lui la raggiungeva nei sogni e insieme danzavano tutta la notte. Non sarebbe mancato la notte di san Valentino, quindi Edith indossò l’abito da cerimonia, accese il grammofono e si buttò a letto.

Lui l’aspettava in un’elegante sala dove l’orchestra suonava Strauss. La invitò a ballare.

«Voglio che resti con me» disse, e le strinse il collo. Lei soffocava ma continuavano a volteggiare al ritmo dei ¾.

La sorella ritrovò Edith il giorno dopo, soffocata dal cuscino che ancora abbracciava, mentre il grammofono girava a vuoto.

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