La settimana di… Roberto Castiglione

 

 

Oggi cari lettori parleremo de “La Regina Oscura”. I protagonisti che abbiamo conosciuto si ritroveranno ancora più indietro nel tempo, arrivando all’inizio della Terza Dinastia di Ur (2105 a. C.), per rintracciare Eresh Kigal, sorella oscura di Clelia, che porrà sul loro cammino avversari umani, semiumani e persino inumani.  Il nostro autore precisa:

“Un aspetto dei miei racconti è quello del viaggio nel tempo, essendo stato un acceso fan della saga Ritorno al Futuro. Nel mio caso sono uomini del passato ad andare a ritroso, quasi un doppio viaggio quindi. Un altro aspetto che caratterizza questi time travels è la necessità di rimettere a posto i cambiamenti che il vilain di turno è riuscito a operare, mutando la linea dello scorrimento temporale. Mutatis mutandis e vista al contrario, potrebbe essere il ruolo giocato dalla Seconda Fondazione immaginata da Asimov che si preoccupava di far rispettare il piano preparato dallo scienziato Hari Seldon. In quel caso era il futuro (già scritto e immutabile, simile per cui ad una sorta di passato) che doveva essere protetto, in questo è il trapassato remoto ad aver bisogno di aiuto”La Regina Oscura_copertina.jpg

Conosciamo nel dettaglio i nemici che i nostri eroi andranno ad affrontare:

Eresh Kigal: Fugge attraverso le cortine del tempo, sperando di scampare all’ira di Aulo e Clelia. Si appella al padre Enlil per sconfiggere i due, ma altri dei le sono contrari e in particolare la Grande Madre Terra. Alla fine è costretta a cedere e tornare nella sua prigione sotto la Ziggurat di Ur. Ne uscirà ancora? Aulo e Clelia sono convinti che non sia finita e la Regina Oscura tornerà a minacciare il loro mondo.

Balash: Risvegliato da un sonno millenario, il Titano si ritrova ad affrontare cinque soldati rivestiti d’acciaio che riescono ad atterrare molti suoi fidi guerrieri. In seguiot li vede soccombere tutti, trafitti dai dardi scagliati dal duo Caelio/Settimio. Infine è sommerso dalla furia dei veterani di Quinto. Gli viene giustamente il dubbio che avrebbe fatto meglio a restare nelle caverne sotto i Monti Zagros e dormire altri cinquemila anni.

Enlil: Il dio della tempesta sumero tenta in ogni modo di proteggere la figlia (e di conseguenza se stesso), ma la spada di Aulo riesce persino a lacerare la sua divina pelle. Incredulo deve fuggire di fronte a un umano e alla fine dovrà cedere alla potenza della suprema divinità. Il suo regno sulla Terra tra i Due Fiumi è ormai finito e nuove divinità si affacciano alla ribalta.

Utu Khegal: Il re di Uruk incorre nell’ira di Aulo una volta di troppo e perde la testa e il trono di Sumer in favore del mite Ur Nammu, ensi di Ur.

Ecco quindi un brano tratto dal romanzo di oggi: ci troviamo al punto in cui, dopo molte vicissitudini, la compagnia ha scoperto dove si trovi il nascondiglio della Regina Oscura e si appresta allo scontro finale. Eresh Kigal ha perduto tutti i suoi alleati, umani e non, e si è rifugiata lontano dalla Terra tra i Due Fiumi, pronta a preparare la rivincita.

Grazie alla sua abilità di archivista e paleografo, Aulo ha rinvenuto nelle tavolette d’argilla coperte di segni cuneiformi come giungervi e attraversa il Tigri. La sua nemica si cela oltre gli altipiani iranici nelle viscere della Montagna Blu, dove ha una brutta sorpresa in serbo per i protagonisti. Giocherà la sua ultima carta contro la legione che nel frattempo è arrivata in aiuto del suo comandante. Anche in questo romanzo compaiono figure storiche come Ur Nammu, fondatore della Terza dinastia di Ur, suo figlio Shulgi, secondo sovrano della dinastia, Utu Khegal, re di Uruk, Tirigan, ultimo re dei Gutei invasori nonché il capostipite degli Ebrei, Abramo di Ur, e la sua famiglia che proprio da Aulo verranno indirizzati verso la terra di Canaan dove si stabiliranno

 

Da: “La Regina Oscura” (2014), pp. 184-186.

Dopo un paio d’ore giunsero al guado sul Tigri e si fermarono ad attendere la barca che avrebbe dovuto traghettarli sulla sponda orientale. Laggiù iniziava il territorio controllato dal governatore di Der. Sulla riva trovarono una trentina di persone, guidate da un anziano patriarca.

«Dove siete diretti, stranieri?» chiese il vecchio che si appoggiava a fatica a un bastone. I suoi tre figli erano intorno a lui.

«Andiamo a Der!» rispose Aulo «Ci rechiamo dall’ensi per conto del nuovo re di Ur»

«Fate attenzione! Non è il più fedele a Ur Nammu» disse ancora l’anziano

«Noi siamo diretti oltre la città. Le montagne ci attendono e poi gli altipiani» continuò Aulo.

«Andate molto lontano!»

«Alla Montagna Blu! Ne hai sentito parlare?»

«Certo, straniero! E’ molto pericolosa. Cose strane accadono nelle sue viscere. Si dice che l’inferno stesso vi abbia la sua sede» spiegò il vecchio che pareva quasi cieco.

«E’ per questo che ci interessa!»

«Tu devi essere Lugal An Bar. tu devi essere lo sterminatore degli Udug e dei potenti Kurgan. La tua fama è pari a quella di Gilgamesh. La Donna che i Sumeri credono sia la Dea Inanna, scesa dal cielo, è con te» disse l’anziano.

«Sono colui che tu dici» rispose Aulo scendendo da cavallo e avvicinandosi all’uomo per rendergli omaggio.

«Tu, venerabile, chi sei? Dimmi il tuo nome e quello dei tuoi figli» chiese poi.

Un pensiero si stava formando nella sua mente e forse aveva compreso chi fossero quelle persone. Clelia se ne accorse e scese anch’essa da cavallo.

«Io sono Terah di Ur e questi sono i miei tre figli: Avram, Nacor e Aran. Con le nsotre famiglie e pochi beni ci dirigiamo verso le terre a Oriente del Tigri per sfuggire alle guerre che devastano da centinaia di anni la Terra tra i Due Fiumi» rispose indicando i tre uomini.

«Permettimi un consiglio, venerabile Terah» disse all’improvviso Aulo.

«Un consiglio da un uomo della tua saggezza è sempre ben accetto» rispose il figlio maggiore Avram, facendo accomodare il padre, stanco per la lunga attesa.

«Ascolta le mie parole, Avram figlio di Terah, Dirigi i tuoi passi non verso Oriente, ma risali il Tigri fino ad Assur. Attraversa il territorio compreso tra i due fiumi e arriverai a Harran. La terra di Canaan si trova a poche settimane di cammino verso meridione. Quello è il posto che devi raggiungere con la tua famiglia e la tua donna Sarai» disse Aulo dinanzi all’intera carovana.

«Come puoi conoscere il nome di mia moglie?» chiese Avram stupito.

«Io so molte cose, figlio di Terah! Segui il mio consiglio. Non c’è nulla per voi a Oriente se non morte e desolazione. Vai a Occidente e la tua stirpe vivrà per millenni» rispose Aulo.

Terah intervenne nella discussione e ordinò ai figli di seguire gli ammonimenti del legionario. La carovana si rimise in marcia senza più attendere la barca che finalmente era in vista. Avram si voltò per salutare Aulo e lo indicò a Sarai: «Lui è Lugal An bar. Conosceva persino il tuo nome. E’ un grande onore averlo incontrato!»

«Chi erano quelle persone?» chiese Clelia stringendogli forte un braccio «Credo di averlo compreso, ma non ne sono sicura!»

«Nessuno di voi ha capito chi fossero?« chiese indicando la polvere che si alzava verso Nord.

Claudia alzò la mano e disse: «Non sarà per caso…? Madre, che ne dici?»

«Abbiamo assistito a un incontro di grande importanza, tale da cambiare la storia di un’intera epoca!» rispose Clelia.

«Avete visto giusto!» replicò Aulo sorridendo «Quella è la famiglia di Abramo e raggiungerà la terra promessa, come stabilito. Forse è anche per questo che siamo arrivati qui!»

 

 

 

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