Recensione a “Il canto dell’Upupa di Francesco Pilieci

UpupaC’è qualcosa che non si dimentica leggendo “Il canto dell’Upupa”, il nuovo romanzo di Francesco Pilieci. Non è la ricerca letteraria dei termini forbiti che non dispiace. La trama che non è per nulla scontata. E’ il desiderio vivo che lacera il cuore, quell’inseguimento di un amore cercato per anni e mai raggiunto che coinvolge e travolge. Non c’è sazietà, ma rinnegazione. Come sulla scena di un teatro appaiono e scompaiono belle donne, forse solo tentazioni, ma nessuna sembra appagare l’anima del protagonista, un uomo sensibile per anni appeso ad un sogno. Momenti di poesia a volte rapiscono il lettore, tentato al punto di riscrivere il finale. Eppure, egli può solo immergersi nel mondo descritto dall’autore. Nulla di più. Vi è disillusione, forse. Ancora rimpianto. Infine, solo la presa di coscienza di un uomo che ha deciso di fermarsi e di accettarsi con i propri limiti, sopendo la passione, consolandosi con i ricordi, meglio di un presente opaco. Quell’uomo, in bilico tra realtà e fantasia, porge infine le orecchie al canto di un’upupa con la consapevolezza che tutto è ormai compiuto e qualcosa sta per accadere.
Angela Francesca D’Atri
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