La cultura non è fatta solo di libri

Poiché siamo convinti che il detto “mens sana in corpore sano” abbia oggi più che mai valore diamo spazio al nostro autore, Marco Danielli, per pubblicizzare il meraviglioso lavoro che svolge. Lo ringraziamo a nome di tutti gli appassionati di Archeologia  poiché grazie a quelli come lui tutti possiamo godere dei reperti e manufatti che il mare ha conservato.

 

“Nella consapevolezza del privilegio di lavorare in un ambito che mi appassiona e che riserva continue sorprese, vorrei tentare condividere con Voi le emozioni che provo cercando di descrivere le nostre immersioni nei siti archeologici subacquei della Liguria.

In questa regione è attivo un nucleo di sommozzatori probabilmente gli ultimi rimasti dipendenti del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo… in buona sostanza tre/quattro panda in estinzione che si ribellano all’esternalizzazione dei servizi di eccellenza dello Stato.

Preciso che sarà solo il piacere di un racconto da circolo senza velleità scientifiche, ma con la speranza di suscitare, in chi legge, belle sensazioni.Fig.-5

Considerata la conformazione della nostra regione, sostanzialmente monti che si infilano a picco in mare, sin dall’antichità l’unico modo di viaggiare relativamente sicuri era per mare. La vita in Liguria era così aspra e le popolazioni locali così ostili che per gli antichi Romani la IX Regio rappresentava un’assegnazione punitiva. Ad ogni modo le rotte commerciali passavano lungo le coste liguri ed il meteo, all’epoca, non era certo affidabilissimo motivo per cui, oggi, abbiamo decine di relitti Romani affondati tra la Toscana e la Francia. Tali resti sono stati censiti tramite veicoli subacquei remotati data la profondità improponibile per una prospezione diretta. Negli anni 50, a seguito di segnalazioni di pescatori, nasce l’archeologia subacquea in Italia inaugurata dal ritrovamento della nave romana di Albenga,  ad opera di Nino Lamboglia. Si tratta di uno dei più grandi relitti di nave oneraria romana del mediterraneo, contenente circa 10000 anfore tipo dressel 1 (vinarie), ha una lunghezza superiore ai 40 mt per 15.

https://www.youtube.com/watch?v=GgqwQleKQ0s

https://www.youtube.com/watch?v=FFK21D81d0I

Siamo riusciti a innescare un circolo virtuoso in cui i diving locali preventivamente formati ed autorizzati possono accompagnare i turisti sui due relitti romani A e B e nel contempo forniscono supporto logistico per la nostra attività di tutela e ricerca (scavi e rilievi)

Il relitto romano B è poco distante dal primo ma ad una profondità maggiore (-54 mt). È più piccolo ma molto interessante per la varietà di anfore (vinarie, salse, olio) , diverse dalle classiche dressel. Inoltre qui è ancora visibile il tubo in piombo che portava fuoribordo l’acqua della pompa di sentina che, all’epoca, era azionata a mano. https://youtu.be/JjyhvjkrKt0

La nostra attività copre ovviamente l’intera regione e questo filmato è riferito al ritrovamento fatto da alcuni subacquei tecnici dei resti di una scialuppa di una nave Francese nella battaglia di Genova  del 1795 tra anglo napoletani e Francesi napoleonici. https://www.youtube.com/watch?v=v2LzzI7woBM

In questa battaglia, il futuro ammiraglio Nelson, conquistò le sue prime navi. Nella nostra ispezione abbiamo recuperato fucili e identificato i cannoncini di bordo di una delle scialuppe di una nave francese (poteva portarne fino a quattro), uno dei quali esploso. L’identificazione dei marchi sui fucili ci ha consentito di datare con esattezza i manufatti e determinare la provenienza il tutto grazie anche alla collaborazione con la Nave Anteo della Marina Militare che ci ha supportato con il suo mini sommergibile.

Il sito, a breve, sarà oggetto di ulteriori ricerche ma, poiché l’immersione in queste acque è decisamente impegnativa (trattandosi di una profondità di 65mt con poca visibilità) non prevediamo in questo caso un riscontro turistico, anche per il costo in termini di miscele necessarie per la respirazione (trimix normossico e decompressione in nitrox 50% più ossigeno 100%).

Stiamo inoltre conducendo attività di scavo nella Rada di Vado Ligure (un importante approdo dell’alto Tirreno in epoca romana) che ci ha permesso di evidenziare i commerci con la Spagna di salse di Garum

 https://youtu.be/QfoMqvtGbrg

La collaborazione con i reparti subacquei delle forze dell’Ordine è costante (CC, GdF, VV.FF., P.S) come in occasione del recupero di un cannone medievale nel porto di Genova (https://youtu.be/3lS4P5vNryA ) e nell’annuale pulizia del Cristo degli Abissi della baia di San Fruttuoso di Portofino, (statua in bronzo storica per i subacquei) che viene effettuata con una idropulitrice modificata per l’esigenza (https://youtu.be/m6aN9RYbRrE )

Stiamo portando avanti in collaborazione con L’Università di Genova dei laboratori di metodologia di scavo archeologico subacqueo, allo stato attuale una decina di studenti stanno conseguendo le abilitazioni subacquee che consentiranno loro di svolgere i tirocini collaborando con noi in siti veri.

Ci sono diverse novità di una certa importanza in arrivo ma vi dirò al momento opportuno

 Marco Danielli

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