I RACCONTI DEL BEHCET DI MICHELE PROTOPAPAS

30Una raccolta organica e visionaria di mondi che rimandano al weird di Lovecraft, agli incubi di Stephen King e agli stravolgenti finali di Twilight Zone

Michele Protopapas, con la sua antologia di racconti, dà vita ad un amalgama di mondi che gravitano intorno ad uno stesso sole, una stessa idea di fondo che traspare da una scrittura fluida, ma che spesso cambia tono e stile, da serrata, brutale e concisa ad enfatica, trascendentale, carica di pathos. Una vera e propria eclettica immersione in duecento anni di letteratura, spaziando da H. G. Wells a Lovecraft, da Twilight Zone a Stephen King.

Se infatti racconti come I Mendicanti di BreslaviaL’appuntamento o Il tempo del racconto rimandano alle atmosfere e suggestioni della raccolta Al Crepuscolo di King e ad episodi come “Servire l’uomo” o “L’autostoppista” della serie firmata Rod Serling, con tanto di classici switching endings, Protopapas approda anche ad una letteratura che trova il suo punto forte nell’abilità affabulatrice e nella capacità di rendere magistralmente dei contesti weird di diretta ascendenza con quelli del ‘solitario di Providence’. Ne è un esempio il bellissimo racconto La generatrice di mostri, che niente ha da invidiare ai mondi lovecraftiani.

Ma tutti i racconti, fino al conclusivo ed esplosivo La strana storia di Louis Chaperon di wellsiana memoria, sembrano prendere corpo da un’univoca visione del mondo; un punto di visto sulla realtà così lucido da richiedere il necessario utilizzo del mezzo fantastico, di un’estetica straniante, per meglio attecchire alla coscienza del lettore. Sono infatti realtà in cui l’uomo perde il suo ruolo egemonico, il suo statuto di punto cardine dell’Universo, fino al raggiungimento di una fatale consapevolezza, di un declassamento a semplice elemento marginale di un organismo pronto a sacrificarlo per il benessere del suo sviluppo; un concetto perfettamente spiegato nel geniale racconto Il pulitore.

I racconti del Behcet è quindi un lavoro organico che tratta di un organismo. Ma in questa incubica visione di un mondo pulsante e imperscrutabile prende piede anche una riflessione sul sistema sociale. Un apparato civile corrotto, ma il cui arresto sembra ormai impossibile, già autocondannatosi alla distruzione, a quell’implosione di cui sarà vittima Louis Chaperon, fino al corso e ricorso di stati di pace e distruzione, di amore e violenza, di ordine e degrado. È una visione pessimistica ma realistica quella di Protopapas, una lucida analisi dell’uomo e del suo ancestrale istinto autodistruttivo, ma soprattutto un incubo ad occhi aperti, in cui il lettore sarà crudelmente e inesorabilmente catapultato. Voto 4/5.

Da leggere!

Andrea Schiavone – Horror.it

 

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